gameti (vvvvvttttt)

Spora fugace inverte

ardue pendenze che in repentino slancio flettono

angoli muti

Sotto tempeste di echi senza riposo

ansima cielo ricurvo dentro uno spazio

sempre più tumefatto

ancora nell’oscurità diluito

Su ogni pulsar d’onda respirano

primi attimi inventati

mentre primordiali quanti di materia

fluttuano a ritroso tra cunicoli d’universo

refrattario e bollente

Dentro un istante ritorto

finalmente

una carezza di luce a fecondare gameti di vita

e questo tempo

senza causa e senza effetto

a rotolar giù dai suoi giorni a venire

al di fuori del buco nero (((vvvTTT)))

Atomo di tempo rarefatto oscilla

in limitato arco sull’orlo increspato

d’un buco vorace e senza fondo.

Roventi echi asimmetrici fluttuano

attraverso realtà imprevedibili

ed inconsapevolmente mute

che esalano gocce di energia in silenzio statico

stingendo al varco un’alba storta

appesa al suo sole stanco.

Vapori di luce in perenne conflitto

flettono di gravità le loro scie

sull’orizzonte ancora invalicabile

dove nude singolarità mai riveleranno

il loro profilo.

Lungo stringhe ramificate

l’arcano mistero s’aggroviglia nella quarta dimensione

e poi nella quinta e nella sesta

e ancora oltre

fino al margine di un universo parallelo e folle

a cui offrire l’ultimo olocausto.

Là dove il tempo è deforme

sospeso in un micromondo senza più libero arbitrio

a serrar gli occhi mi sentirò come eterno

almeno per un attimo

non più inghiottito dal buio

che adesso è LUCE

assai radente

in fondo alla mia mente……

effetti quantistici—-vt

Io, fatto d’interstizio e anima

vibro su atomi sbandati

in acute distanze a creare

imprevedibili iperboli di energia e materia.

In eterno dualismo

onde e particelle trasmutano ciecamente

in corpi sottili

contendono configurazioni opposte e simmetriche

fluttuando in rigidi spazi di

nuda probabilità

dove magia e realtà

capovolte

danno forma al vuoto che le contiene.

Oltre

il tempo reclama il suo spazio

urla e si contorce

sul ruggito di un lampo ancora caldo.

Per caso o per errore

scivolo dentro questa entropia ricurva

e senza confine

sfidando la legge di un universo beffardo

nella sola certezza che posseggo:

di morire a me stesso

per ricominciare.

big bang /VVVTTT

Fremette la mano sull’attimo fecondo

l’alba disattesa

spalancò

le pupille vergini della notte

iperboli di spazio replicarono al momento statico

in un sussulto rabbioso

e caldo.

La realtà infiammò il primo istante

nel lamento ubriaco

di un cielo primordiale

disteso a prender forma.

Si dilatarono i primi sospiri

del tempo neonato

atomi densi

scivolavano su linee curve di gravità

e le distanze furono create.

Senza i confini.

Dentro algoritmi ricurvi

infine

fu solo equilibrio

nel dominio della materia oscura

nata dal tuono

per diventar luce.

Incubi metafisici // (vt)

Genuflesso sui miei frammenti

nascondo sotto l’ombra gelida

della pietra

pensieri imbalsamati.

Archi dilatati

e sagome mute inchiodate

sull’attimo eterno

in un tempo vuoto, schiacciato

senza respiro.

Chiuse nell’enigma

presenze e assenze come larve

si specchiano

dentro un cielo di malinconia

che non traluce

ma come gola m’inghiotte…

e, di moto immobile

tutto sembra finire

e nell’incubo

ricominciare.