Spora fugace inverte
ardue pendenze che in repentino slancio flettono
angoli muti
Sotto tempeste di echi senza riposo
ansima cielo ricurvo dentro uno spazio
sempre più tumefatto
ancora nell’oscurità diluito
Su ogni pulsar d’onda respirano
primi attimi inventati
mentre primordiali quanti di materia
fluttuano a ritroso tra cunicoli d’universo
refrattario e bollente
Dentro un istante ritorto
finalmente
una carezza di luce a fecondare gameti di vita
e questo tempo
senza causa e senza effetto
a rotolar giù dai suoi giorni a venire



