L’indemoniato di Gadara

“A Gadaraj Megszallot” è un brano degli After Crying contenuto nell’album dal nome impronunciabile (Megalazottac es Megszomoritottak). Il brano in oggetto si ispira ad un episodio biblico (“L’indemoniato di Gadara” che corrisponde alla traduzione del titolo del brano). L’opera musicale evoca l’alienazione metropolitana e solitudine unita all’antico dramma biblico della follia e della redenzione. Il percorso musicale si snoda passando da una cupezza cameristica alla catarsi finale proiettandoci in territori contaminati da contrappunti di cello e piano disposti in tempi asincroni. E’ un connubio cupo, intriso di malinconia. Ad un certo punto del viaggio il perentorio ingresso di una nota grave scuote le membra e percuote con la sua nascosta e conturbante bellezza. Da qui prendono corpo due linee melodiche asimmetriche che si allontanano via via come a descrivere equazioni ricurve per risolversi l’una nell’altra. Un basso poderoso rimarca ancora una volta quel senso di inquietudine e di struggente solennità. Attraverso una fase centrale più meditativa, archi e piano singhiozzano introducendo un cantato su cui si adagiano i tasti d’avorio che paiono accarezzati più che percossi. Ma è solo equilibrio tra le parti che rimangono come sospese, senza ossigeno. Le soluzioni di cello si fanno sempre più spigolose in un crescendo ritmico mentre contrappunti di clarinetto e stille dissonanti di piano scardinano il tema iniziale fino ad una breve pausa . Poi è scorribanda sonora con schegge di trombe che lampeggiano vorticose sui flutti di un piano-free forsennato, alternando momenti di “stop and go”. Il mellotron, lento ed inesorabile, ci concede ancora una volta di sognare tra limpide punzonature di note sempre più sospese in un’atmosfera di palpabile abbandono. Alla fine è come scorgere una luce nascosta nel fondo di occhi ciechi. Sembra un miracolo che giunge a chiudere il cerchio dentro al quale è racchiuso tutto il magma di emozioni. Facendosi cullare attraverso una nenia dal sapore di ritrovata quiete, l’indemoniato, infine, è stato redento .

Già! Proprio di miracoli si parlava a Gadara.

(V@T@)

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