E’ LA VITA….

E’ la vita

tutte le foglie sono ingiallite

le disperderai intorno a te?

E’ la vita

Provi amore?

E come potrei io saperlo

se non lasci che il tuo amore mi sia visibile?

E’ la vita

Nella notte

accenderai la fiamma di un innamorato?

Ti rimarranno le ceneri del desiderio?

Come per il mare

c’é un amore troppo profondo

per essere mostrato.

C’é voluta una tempesta

affinché il mio amore potesse

scorrere verso di te.

E’ la vita

Chi lo sa? Chi si preoccupa per me?

Come una canzone stonata e fuori tempo

tutto ciò di cui avevo bisogno

era il ritmo adatto a te.

E’ la vita.

Ti preoccupi? Vivi giorno per giorno?

Non esiste canzone che io possa suonare per te?

E’ la vita.

Chi lo sa? Chi si preoccupa per me?

E’ la vita…..

 

(traduzione C’EST LE VIE di Greg Lake)

la forma del cuore

Tutti sanno disegnare un cuore. Nella storia la rappresentazione del cuore è rimasta invariata nel corso dei millenni. I graffiti più antichi risalgono a circa 15.000 anni fa (come quelli ritrovati all’interno della grotta di Pindal in Spagna). Probabilmente la sagoma del cuore è ispirata alla forma del silfio, un frutto ormai estinto che cresceva in Cirenaica (una ristretta zona costiera dell’attuale Libia), il cui seme aveva proprio la forma di un cuore. La sua forma veniva impressa come decorazione sulle monete e date le sue proprietà medicamentose era utilizzato soprattutto come anticoncezionale. L’icona grafica del cuore appartiene ormai ad una sorta di alfabeto universalmente riconosciuto. Il simbolo identifica il cuore come sede dell’emotività e dei sentimenti romantici ( in antichità si pensava fosse il luogo della mente mettendo in relazione diretta il cuore con l’anima). Il simbolo del cuore come lo conosciamo oggi compare in alcuni manoscritti del 1200 e nella raffigurazione allegorica che ne fa Giotto in un ritratto della Carità mentre porge il suo cuore a Cristo. Nel sedicesimo secolo anche le carte da gioco francesi si adeguano ed accanto ai fiori, quadri e picche compaiono i cuori proprio come noi li conosciamo adesso. Da allora l’icona rappresentativa del cuore è sempre la stessa ed è quella che ritroviamo ovunque persino nelle emoticons con cui scriviamo i messaggi o sulla sabbia quando lasciamo un pensiero affettuoso per qualcuno….cuore come metafora dell’amore.

In un mondo capovolto….dove una mano sembra un artiglio ed una carezza una frusta che ti scuoia

Difficile, impossibile da capire

solo per quei pochi capaci di tuffarsi

nel baratro senza fine

eppure

un’esperienza che colma e lascia il segno

che sia odio oppure amore, sottile.

Disequilibrismo

che annichilisce la mente

pulsioni

che ne violentano il senso

note a brandelli

improvvisate e sparpagliate nel silenzio

urticante ed anarchico,  ma adesso colmato.

Lungo flussi di suono e caos

si schiudono spiragli di passione

nuvole di carezze

arpeggiate

che abbattono il muro

di immagini senza contorno.

Nel magma ritmico senza appigli

solo parole proiettate al contrario

capaci di trascinarsi

sino al capezzale di un fiore spogliato

pur senza mai convincerlo

a piegarsi.

Nemmeno per un bacio.

(“DIFFICILE, SE NON IMPOSSIBILE”

poesia di vito troiani)

ECO

Lo puoi cogliere

ma è già lontano.

Non è un tuono

non è un grido

e nemmeno un bisbiglio.

L’eco è così lieve

che si disperde

come un ricordo che muore

lentamente

lasciando solo silenzio

gelido.

Che riesce ancora a far male.

(ECO   poesia di vito troiani)