Mi consegno al tempo
appeso alla mia ombra
come opera incompiuta
nel rumore
di un battito di ciglia.
(vt)
Mi consegno al tempo
appeso alla mia ombra
come opera incompiuta
nel rumore
di un battito di ciglia.
(vt)
esile filo
come anello
calzato sul mio respiro
vibrante energia
sprigiona
(VT)




In dissonanza
percuoto questa settima bemolle
inseguendo ritmi affilati e dispari
ma non sembro più a mio agio.
Banalmente
deraglio verso semitoni saturi
scivolati gli uni sugli altri per scale minori
in un crescendo acustico
senza sfondo
e
accasciato come un barrè
tra sudore e caos glisso in controtempo
nel mio assolo finale.
Straripante e muto.
Sembrerebbe un segno di compressione ab-estrinseco
l’impronta di
questo peso appeso all’anima
che mi schiaccia
come barrè sul primo capotasto.

Spora fugace inverte
ardue pendenze che in repentino slancio flettono
angoli muti
Sotto tempeste di echi senza riposo
ansima cielo ricurvo dentro uno spazio
sempre più tumefatto
ancora nell’oscurità diluito
Su ogni pulsar d’onda respirano
primi attimi inventati
mentre primordiali quanti di materia
fluttuano a ritroso tra cunicoli d’universo
refrattario e bollente
Dentro un istante ritorto
finalmente
una carezza di luce a fecondare gameti di vita
e questo tempo
senza causa e senza effetto
a rotolar giù dai suoi giorni a venire


Atomo di tempo rarefatto oscilla
in limitato arco sull’orlo increspato
d’un buco vorace e senza fondo.
Roventi echi asimmetrici fluttuano
attraverso realtà imprevedibili
ed inconsapevolmente mute
che esalano gocce di energia in silenzio statico
stingendo al varco un’alba storta
appesa al suo sole stanco.
Vapori di luce in perenne conflitto
flettono di gravità le loro scie
sull’orizzonte ancora invalicabile
dove nude singolarità mai riveleranno
il loro profilo.
Lungo stringhe ramificate
l’arcano mistero s’aggroviglia nella quarta dimensione
e poi nella quinta e nella sesta
e ancora oltre
fino al margine di un universo parallelo e folle
a cui offrire l’ultimo olocausto.
Là dove il tempo è deforme
sospeso in un micromondo senza più libero arbitrio
a serrar gli occhi mi sentirò come eterno
almeno per un attimo
non più inghiottito dal buio
che adesso è LUCE
assai radente
in fondo alla mia mente……


vtvtvt
