
caos 2 (V.T.)




Nel bacio?
Nell’insulto?
Nel morso?
Nel grido?
Nello sbadiglio?
Nel sorriso?
Nel fischio?
Nella minaccia?
Nel gemito?
Che sia ben chiaro.
Dove finisce la tua bocca
Lì comincia la mia.
(poesia di Mario Benedetti- poeta uruguaiano)
Al mondo esistono il male e il dolore e persone innocenti che ne soffrono
Se Dio è buono ma incapace di porre rimedio a questo, allora non è onnipotente.
Se Dio non è buono ma solo onnipotente, e non vi pone rimedio, vuol dire che è malvagio
Se Dio non è nè buono nè onnipotente, non possiamo chiamarlo Dio
Di conseguenza, parlare di Dio buono e onnipotente è un assurdo indimostrabile.
(Han Kang da “L’ora di greco”)

Quello citato è il “dilemma di Epicuro” o “problema del male”. Epicuro stesso risolve la questione affermando che gli dei (pur esistendo negli intermundia, cioè negli spazi tra i mondi) vivono in uno stato di beatitudine e assenza di turbamento (atarassia) e sono del tutto indifferenti alle sorti degli uomini. Questa visione serve, secondo Epicuro, a liberare l’uomo dalla paura degli dei e della punizione divina. Anche le teorie darwiniane sull’evoluzionismo convergono sul fatto che il mondo è così com’è solo perchè è frutto del caso, invece che della bontà divina o della cattiveria della natura.
Il tempo è un fiume che mi trascina
ma sono io quel fiume
è un tigre che mi divora
ma sono io quella tigre
è un fuoco che mi consuma
ma sono io quel fuoco
Il mondo, disgraziatamente, è reale
io, disgraziatamente, sono Borges.
(IL TEMPO poesia di Jorge Luis Borges)
Lascia che io ti tocchi con le mie parole
perchè le mie mani giacciono flosce come guanti vuoti
Lascia che le mie parole accarezzino i tuoi capelli
scendano lungo la tua schiena e ti solletichino il ventre
perchè le mie mani, leggere e leggiadre come mattoni
ignorano la mia volontà e rifiutano caparbiamente
di realizzare i miei più segreti desideri
Lascia che le mie parole entrino nella tua mente
recando fiaccole
Accoglile di buon grado nel tuo essere
così che ti possano accarezzare gentilmente l’anima.
(estratto dal film “The Sessions”)
Il bianco è una specie di nero
come silenzio è respiro di parola
sasso scagliato lontano
che a volte ritorna
senza far male.
Assenze e presenze, si inseguono
nel mio durante.
Linguaggio di foglia, fulmine senza tuono
mi sto sempre davanti- come ombra
ma non riesco a vedermi.
E’ buio che acceca.
Gli sguardi hanno peso, sfondano il suolo
sono pietre.
Altre volte si appoggiano, soli, leggeri
come fossero inutili.
…e vuote pupille fuggono sotto le palpebre
mentre lasciano ricordi lontani.
(V.T.)
(Friedrich Nietzche)