Una dimostrazione dell’inesistenza di Dio??

Al mondo esistono il male e il dolore e persone innocenti che ne soffrono

Se Dio è buono ma incapace di porre rimedio a questo, allora non è onnipotente.

Se Dio non è buono ma solo onnipotente, e non vi pone rimedio, vuol dire che è malvagio

Se Dio non è nè buono nè onnipotente, non possiamo chiamarlo Dio

Di conseguenza, parlare di Dio buono e onnipotente è un assurdo indimostrabile.

(Han Kang da “L’ora di greco”)

Quello citato è il “dilemma di Epicuro” o “problema del male”. Epicuro stesso risolve la questione affermando che gli dei (pur esistendo negli intermundia, cioè negli spazi tra i mondi) vivono in uno stato di beatitudine e assenza di turbamento (atarassia) e sono del tutto indifferenti alle sorti degli uomini. Questa visione serve, secondo Epicuro, a liberare l’uomo dalla paura degli dei e della punizione divina. Anche le teorie darwiniane sull’evoluzionismo convergono sul fatto che il mondo è così com’è solo perchè è frutto del caso, invece che della bontà divina o della cattiveria della natura.

Il Tempo

Il tempo è un fiume che mi trascina

ma sono io quel fiume

è un tigre che mi divora

ma sono io quella tigre

è un fuoco che mi consuma

ma sono io quel fuoco

Il mondo, disgraziatamente, è reale

io, disgraziatamente, sono Borges.

(IL TEMPO poesia di Jorge Luis Borges)

Una poesia d’amore, per nessuno in particolare (dal film “The Sessions”)

Lascia che io ti tocchi con le mie parole

perchè le mie mani giacciono flosce come guanti vuoti

Lascia che le mie parole accarezzino i tuoi capelli

scendano lungo la tua schiena e ti solletichino il ventre

perchè le mie mani, leggere e leggiadre come mattoni

ignorano la mia volontà e rifiutano caparbiamente

di realizzare i miei più segreti desideri

Lascia che le mie parole entrino nella tua mente

recando fiaccole

Accoglile di buon grado nel tuo essere

così che ti possano accarezzare gentilmente l’anima.

(estratto dal film “The Sessions”)

Bianco e nero

Il bianco è una specie di nero

come silenzio è respiro di parola

sasso scagliato lontano

che a volte ritorna

senza far male.

Assenze e presenze, si inseguono adesso nel mio durante.

Linguaggio di foglia, fulmine senza tuono

mi sto sempre davanti- come ombra

ma non riesco a vedermi.

E’ buio che acceca.

Gli sguardi hanno peso, sfondano il suolo, sono pietre.

Altre volte si appoggiano, soli, leggeri, come fossero inutili.

…e vuote pupille fuggono sotto le palpebre

mentre lasciano ricordi lontani.

(V.T.)

Io ?(revisited)

Sono fasciato di carne e pelle mentre il respiro mio

alita in me.

Sono tutto dentro me stesso e guardo dai miei occhi, come

da uno stretto gorgo, il mondo fuori.

Dunque, dov’è che io ho inizio e dove ho fine?

Ogni vita è cieca. Io vedo tutto tranne me stesso.

Gli occhi sono rivolti sempre verso il fuori, ma dentro,

dentro di me, c’è una caverna buia.

Io sono lì, noi siamo lì, e non riusciamo mai

a vederci.

COLLASSO

Confuso nella duplice natura

palpita l’Io che mi possiede

e che non conosco.

Sospesi

in una nuvola di probabilità

corpuscoli di me oscillano

come onde inchiodate al caso

per creare oltre la feritoia magica

ciò che ai miei occhi appare.

Dentro anelli di spazio mai veramente vuoto

grumi di energia trasmutano

in materia.

Sul bordo di questa luce e di questo buio

il mondo sceglie la sua forma

mentre tra brane impercettibili

istantaneamente collasso….

…nell’incubo di esistere

o sparire.

(Vito Troiani)