il bandolo della matassa

Nell’inconsapevole quiete

m’aggrappo ai bordi maltrattati di ciò che resta

di questo bolo di luce

e, prima che sia troppo tardi

proverò ad abituarmi al sapore.

Rimbalza

la voce ossificata del mio petto

nell’ergastolo dei ricordi bui

e appuntiti.

Ibrida visione d’abrasa memoria

illude se stessa

nel retroscena dell’ultimo respiro

mentre un rosario di croci si scioglie

all’ombra del canto.

Ma se nell’inganno

fletterò lo sguardo

pur sempre ritroverò il bandolo del mio tempo

aggrovigliato come una matassa.

Senza capo

nè coda.

(VT)

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