un viaggio tra caos e silenzio dove non esiste l’errore ma solo la prova della fragile traccia umana

TRAIETTORIE ELETTRICHE

All’origine è un guizzo improvviso

che frastaglia la linea

uno squarcio potente

l’inizio elettrico di ogni pensiero.

Si segna il passo

e l’esistenza si srotola

su e giù sulla carta a quadrettini.

Poi d’un tratto è baraonda

un sussulto improvviso, fuori tempo.

Picchi e valli si inseguono

a volte collidono, è fusione.

Non c’è possibilità di rientro

devi solo mescolarti alla tempesta.

Branche e linee divergono

maggiormente a sinistra

e a destra la situazione non cambia.

Un palpito conduce, l’altro no.

Non c’è cattura.

E’ quasi blocco totale, che avanza.

Il recupero appare sempre più lento

talvolta capovolto

come peso che slivella verso il fondo.

Siamo sbalzi, sussurri, battiti persi.

Ma la bellezza è questa traccia

instabile ed umana.

E’ il tempo in cui tremiamo.

E infine resta la quiete

la nostra forma più pura.

(“Traiettorie elettriche” //uito.t// metafora della vita con un occhio all’ecg)

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