“Nome dell’arco è vita, opera ne è la morte” (Eraclito).

In greco antico solo un accento trasforma la parola bios. Non è possibile negare che una stessa cosa, l’arco (biòs), sia in pari tempo vita (bìos) e morte.

A fronte della figura più perfetta, il cerchio, noi siamo un cerchio incompiuto, imperfetto, un arco: l’arco della vita. (Alcmeone medico VI a.C.)

Nel cerchio, forma perfetta, inizio e fine coincidono; nell’arco invece, cerchio imperfetto, inizio e fine non coincidono. Gli uomini muoiono perchè non possono ricongiungere il principio con la fine.

Questo ci dice la lingua ancor prima dell’esperienza: per una meravigliosa e tremenda ambiguità linguistica, la morte e la vita sono iscritte nella stessa parola: bìos è vita, biòs è arco. Noi siamo così un cerchio incompiuto, imperfetto, un arco, in cui inizio e fine non coincidono (Ivano Dionigi).

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