A differenza degli animali, gli uomini non hanno istinti ma solo pulsioni. L’istinto è una risposta rigida ad uno stimolo. La pulsione è la risposta a meta indeterminata per cui una pulsione aggressiva può esprimersi con la violenza, una pulsione erotica può avere una meta sessuale o sublimarsi in una composizione poetica o un’opera d’arte. La differenza risiede nella educazione delle pulsioni da cui gli animali sono esentati (in quanto regolati solo dall’istinto che non prevede scelte nel comportamento e nelle mete da raggiungere). La mancata educazione delle pulsioni condiziona ad esprimersi prevalentemente attraverso i gesti invece che con emozioni e sentimenti. Tuttavia, mentre le pulsioni sono naturali, le emozioni ed i sentimenti non li abbiamo per dono naturale, ma potremmo avvalercene solo attraverso un arricchimento culturale costruendo la cosiddetta “risonanza emotiva” cioè quella capacità di sentire immediatamente il peso di un’azione evitando forme di analfabetismo emotivo e disconnessione sociale. Il tragitto educativo che dalle pulsioni porta alle emozioni e ai sentimenti lo si percorre attingendo da quel grandioso repertorio quale è la letteratura che ci insegna cos’è il dolore, la gioia, la tristezza, l’amore, il rispetto, la speranza e l’illusione. Educati dalle pagine letterarie potremmo disporre di quelle mappe mentali che ci aiutino ad orientarci per fronteggiare il senso profondo del vivere. Eschilo ci viene in aiuto quando dice: “Solo il sapere ha potenza sul dolore”.
(Umberto Galimberti- Il libro delle Emozioni)

