Ce lo chiediamo spesso. Da una visione, da un sogno, da un semplice ricordo…forse l’artista crea per dare voce ad un’armonia interiore o forse per dare ordine al caos che vede fuori. Non lo sapremo mai. Potrebbe essere un feroce corpo a corpo tra spirito e materia, un dialogo continuo e caotico tra il sè e l’altrove. Forse il punto d’incontro starebbe nella parte più profonda della psiche umana ovverosia l’inconscio. Esso assorbe il disordine del mondo, lo frammenta e rielabora lontano dal controllo della ragione. L’artista si ritrova tra le mani qualcosa senza sapere razionalmente da dove venga poichè l’intera gestazione è avvenuta nell’ombra. Ma la bellezza sta proprio qui. Se arrivassimo a capire l’arte, essa perderebbe il suo alone di mistero, la sua magia. L’arte è contraddizione vivente, enigma insolubile, l’unico strumento capace di conciliare gli opposti e svelare l’assoluto. Allora potrebbe aver ragione Adorno quando afferma che essa dice la verità proprio perchè dichiara la sua stessa finzione, permettendoci di vivere il mistero dell’inconscio senza l’inganno di volerlo rinchiudere in una teoria coerente. Ma a ben vedere tutto quanto desunto dal mondo esterno l’artista già lo possedeva, gelosamente sigillato nella sua anima, e di là, dalla sorgente dello spirito, ricomposto in un armonioso e solenne canto.
