In un mondo capovolto….dove una mano sembra un artiglio ed una carezza una frusta che ti scuoia

Difficile, impossibile da capire

solo per quei pochi capaci di tuffarsi

nel baratro senza fine

eppure

un’esperienza che colma e lascia il segno

che sia odio oppure amore, sottile.

Disequilibrismo

che annichilisce la mente

pulsioni

che ne violentano il senso

note a brandelli

improvvisate e sparpagliate nel silenzio

urticante ed anarchico,  ma adesso colmato.

Lungo flussi di suono e caos

si schiudono spiragli di passione

nuvole di carezze

arpeggiate

che abbattono il muro

di immagini senza contorno.

Nel magma ritmico senza appigli

solo parole proiettate al contrario

capaci di trascinarsi

sino al capezzale di un fiore spogliato

pur senza mai convincerlo

a piegarsi.

Nemmeno per un bacio.

(“DIFFICILE, SE NON IMPOSSIBILE”

poesia di vito troiani)

ECO

Lo puoi cogliere

ma è già lontano.

Non è un tuono

non è un grido

e nemmeno un bisbiglio.

L’eco è così lieve

che si disperde

come un ricordo che muore

lentamente

lasciando solo silenzio

gelido.

Che riesce ancora a far male.

(ECO   poesia di vito troiani)

carezza

Si ricompone in me il truce sguardo dell’angelo offeso

in cerca dell’ultimo sole

inutile supplìzio di divaricate pupille

naufragate nel silenzio liquefatto

fino a perdersi tra due battiti di ciglia

ed una lacrima spezzata…

umida carezza che dolcemente muore…

 

(CAREZZA   poesia di Vito Troiani)

 

La “distensio animi” di Sant’Agostino

Cosa faceva Dio prima della creazione? Questa domanda presuppone che anche Dio sia calato nel tempo. Ma secondo Sant’Agostino Dio è fuori dal tempo, nell’eternità. Egli non crea le cose nel tempo ma crea anche il tempo: quindi non esiste tempo prima della creazione.

Ma cos’è il tempo?  S.Agostino diceva “io so cos’è il tempo ma quando me lo chiedono non so spiegarlo”. Pare ovvio considerare il tempo come la somma di passato, presente e futuro ma il passato non è più ed il futuro non è ancora. Parrebbe dunque che solo del presente si possa dire cos’è. Ma se il presente fosse sempre attuale esso non sarebbe tempo ma eternità.

Per cogliere la vera natura del tempo occorre quindi scrutarsi nell’interiorità. Il tempo, come riporta Sant’Agostino, è “distensio animi” cioè un distendersi dell’anima. Ciò che viene pesato non sono le cose nel loro trascorrere ma l’affezione che esse lasciano nel vissuto e nell’anima di ciascuno. L’anima consente di connettere le tre dimensioni temporali (passato-presente-futuro) in un’unità perennemente “presente” in noi.

La conseguenza è che se non esistesse l’anima non esisterebbe il tempo.

 

(da LE CONFESSIONI di Sant’Agostino)

nel piccolo mondo dei quanti….

Confuso nella duplice natura

palpita l’Io che mi possiede

e che non conosco.

Sospesi

in una nuvola di probabilità

corpuscoli di me oscillano

come onde inchiodate al caso

per creare oltre la feritoia magica

ciò che ai miei occhi appare.

Dentro anelli di spazio mai veramente vuoto

grumi di energia

trasmutano in materia.

Sulla riva di questa luce e di questo buio

il mondo sceglie la sua forma

dal nulla

ma solo nell’attimo che stordisce

mentre

tra brane impercettibili della ragione

istantaneamente collasso…

 ….nell’incubo di esistere

o sparire.

(“COLLASSO”  poesia di vito troiani)

la natura del tempo….

L’idea di un Dio creatore che con un atto di volontà ha fatto sì che l’universo esistesse è profondamente radicata nella cultura giudaico-cristiana. La difficoltà principale rimane la natura del tempo. Oggi sappiamo che il tempo è inestricabilmente collegato allo spazio e che lo spazio-tempo fa parte dell’universo così come ne fa parte la materia. Il tempo fa parte della fisica ed ha le sue leggi che lo governano. Se il tempo appartiene all’universo fisico e obbedisce alle leggi della fisica ne consegue che esso è compreso in quell’universo che Dio dovrebbe aver creato. Ma ha senso affermare che Dio è causa del tempo quando l’esperienza ordinaria ci insegna che la causa precede sempre l’effetto? La causalità è calata nel tempo: il tempo deve esistere prima che una cosa causi l’altra. Se il tempo non esiste ancora concepire un Dio che esiste prima dell’universo è assurdo dato che non esiste nè un prima nè un dopo.

(DIO E LA NUOVA FISICA   Paul Davies)

750.000 ANNI FA… L’AMORE? una particolare dedica d’amore viene dalla preistoria. Struggente e romantica.

Già l’acqua inghiotte il sole

ti danza il seno mentre corri a valle

con il tuo branco ai pozzi

le labbra secche vieni a dissetare

Corpo steso dai larghi fianchi

nell’ombra sto, sto qui a vederti

possederti, si possederti…possederti..

Ed io tengo il respiro

se mi vedessi fuggiresti via

e pianto le unghie in terra

l’argilla rossa mi nasconde il viso

ma vorrei per un momento stringerti a me

qui sul mio petto

ma non posso…fuggiresti..fuggiresti via da me

io non posso possederti…possederti..

io non posso…fuggiresti

possederti io non posso

anche per una volta sola…

Se fossi mia davvero

di gocce d’acqua vestirei il tuo seno

poi sotto i piedi tuoi

veli di vento e foglie stenderei

Corpo chiaro dai larghi fianchi

ti porterei nei verdi campi e danzerei

sotto la luna danzerei con te

Lo so la mente vuole

ma il labbro inerte non sa dire niente

si è fatto scuro il cielo

già ti allontani, resta ancora a bere

mia davvero..ah fosse vero

ma chi son’ io…uno scimmione

senza ragione…senza ragione

uno scimmione…fuggiresti, fuggiresti

uno scimmione, senza ragione

tu fuggiresti, tu fuggiresti…..

(“750.000 anni fa…L’amore”  del Banco Mutuo Soccorso

musica V Nocenzi, testo F.Di Giacomo))

ciò che siamo…..

Se possiamo vivere solo una piccola parte che è in noi che ne è del resto?

come dovrebbe essere speso tutto il tempo che ci resta da vivere?

Libero e senza forma

viaggia leggero nella sua libertà

e resta pesante nella sua incertezza.

E’ un desiderio surreale e nostalgico

quello di ripartire ad un punto della nostra vita

ed esser capaci di prendere una direzione completamente differente

da quella che ci ha reso ciò che siamo.

 

(dal film “Treno di notte per Lisbona”)

Mare Dentro

mare dentro mare dentro

senza peso nel fondo

dove si avvera il sogno

Due volontà fanno avere

un desiderio nell’incontro

Il mio sguardo

il tuo sguardo

come un eco che ripete

senza parole

Più dentro più dentro

fino al di là del tutto

attravero il sangue e il midollo

Però sempre mi sveglio

e sempre voglio esser morto

per restare con la mia bocca

sempre preso

nella rete

dei tuoi capelli.

 

(dal film “Mare Dentro”)