La “distensio animi” di Sant’Agostino

Cosa faceva Dio prima della creazione? Questa domanda presuppone che anche Dio sia calato nel tempo. Ma secondo Sant’Agostino Dio è fuori dal tempo, nell’eternità. Egli non crea le cose nel tempo ma crea anche il tempo: quindi non esiste tempo prima della creazione.

Ma cos’è il tempo?  S.Agostino diceva “io so cos’è il tempo ma quando me lo chiedono non so spiegarlo”. Pare ovvio considerare il tempo come la somma di passato, presente e futuro ma il passato non è più ed il futuro non è ancora. Parrebbe dunque che solo del presente si possa dire cos’è. Ma se il presente fosse sempre attuale esso non sarebbe tempo ma eternità.

Per cogliere la vera natura del tempo occorre quindi scrutarsi nell’interiorità. Il tempo, come riporta Sant’Agostino, è “distensio animi” cioè un distendersi dell’anima. Ciò che viene pesato non sono le cose nel loro trascorrere ma l’affezione che esse lasciano nel vissuto e nell’anima di ciascuno. L’anima consente di connettere le tre dimensioni temporali (passato-presente-futuro) in un’unità perennemente “presente” in noi.

La conseguenza è che se non esistesse l’anima non esisterebbe il tempo.

 

(da LE CONFESSIONI di Sant’Agostino)

nel piccolo mondo dei quanti….

Confuso nella duplice natura

palpita l’Io che mi possiede

e che non conosco.

Sospesi

in una nuvola di probabilità

corpuscoli di me oscillano

come onde inchiodate al caso

per creare oltre la feritoia magica

ciò che ai miei occhi appare.

Dentro anelli di spazio mai veramente vuoto

grumi di energia

trasmutano in materia.

Sulla riva di questa luce e di questo buio

il mondo sceglie la sua forma

dal nulla

ma solo nell’attimo che stordisce

mentre

tra brane impercettibili della ragione

istantaneamente collasso…

 ….nell’incubo di esistere

o sparire.

(“COLLASSO”  poesia di vito troiani)

ciò che siamo…..

Se possiamo vivere solo una piccola parte che è in noi che ne è del resto?

come dovrebbe essere speso tutto il tempo che ci resta da vivere?

Libero e senza forma

viaggia leggero nella sua libertà

e resta pesante nella sua incertezza.

E’ un desiderio surreale e nostalgico

quello di ripartire ad un punto della nostra vita

ed esser capaci di prendere una direzione completamente differente

da quella che ci ha reso ciò che siamo.

 

(dal film “Treno di notte per Lisbona”)

Mare Dentro

mare dentro mare dentro

senza peso nel fondo

dove si avvera il sogno

Due volontà fanno avere

un desiderio nell’incontro

Il mio sguardo

il tuo sguardo

come un eco che ripete

senza parole

Più dentro più dentro

fino al di là del tutto

attravero il sangue e il midollo

Però sempre mi sveglio

e sempre voglio esser morto

per restare con la mia bocca

sempre preso

nella rete

dei tuoi capelli.

 

(dal film “Mare Dentro”)

figlia della luna

Chiamatela Figlia della Luna

che danza sul letto di un fiume

adorabile Figlia della Luna

che sogna all’ombra di un salice.

Parla con gli alberi della ragnatela boschiva

s’assopisce sui gradini di una fontana

con una bacchetta argentata dirige il coro delle civette

in attesa del sole sulle montagne.

Lei è Figlia della Luna

raccoglie fiori in un giardino

adorabile Figlia della Luna

che galleggia tra i rintocchi delle ore.

La tua candida tunica lattea veleggia al vento

mentre spruzzi ciottoli su una meridiana

giochi a nascondino con gli spiriti dell’alba

sperando in un sorriso del Figlio del Sole.

 

(traduzione di MOONCHILD  dei King Crimson,testo di Peter Sinfield)

 

 

 

prendi un sassolino

Basta prendere un sassolino e gettarlo nel mare

poi osservare le onde che si dispiegano verso di me

Il mio viso si versa delicatamente nei tuoi occhi

agitando le acque della nostra vita

Frammenti dei nostri ricordi giacciono sull’erba

parole ferite di risate sono cimiteri del passato

Le fotografie sono grigie e lacerate sparse nei tuoi campi

Le lettere delle tue memorie non sono reali

e la tristezza sulle tue spalle è come un soprabito sciupato

Nelle tasche sgualcite e strappate sono appesi gli stracci delle nostre speranze

Lo spuntare del giorno è la tua mezzanotte

e i colori sono ormai svaniti

agitando le acque delle nostre vite.

Delle nostre vite.

(traduzione di TAKE A PEBBLE di Emerson Lake & Palmer)

 

La metafora etica del desiderio

Le fantasie non devono essere mai realistiche perchè nel momento in cui otteniamo quello che cerchiamo non lo vogliamo più. Per poter continuare ad esistere il desiderio deve avere i suoi oggetti eternamente assenti. Non è quella cosa che noi vogliamo ma la fantasia di quella cosa; il desiderio alimenta solo fantasie utopistiche quindi vivere secondo i desideri non renderà mai felici.Per essere pienamente umani dobbiamo cercare di vivere secondo le nostre idee e i nostri ideali non certo misurando la vita in base a quanto raggiunto rispetto a ciò che era desiderato ma in base ai piccoli momenti di integrità, razionalità, compassione e sacrificio. Alla fine se davvero vogliamo misurare il significato della nostra vita dobbiamo dare valore alla vita degli altri.

(teoria di Lacan dal film”La vita di David Gale”)

ordine e disordine

due sentimenti eterni in perenne lotta:

la ricerca dell’ordine e il fascino del caos

e dentro questa lotta abita l’uomo.

Cerchiamo regole e forme ma non cogliamo mai

il reale funzionamento del mondo, la vera forma

di tutto ciò che è fuori di noi come ciò che è dentro di noi.

Per l’uomo è un eterno mistero l’incapacità di risolvere tutto ciò.

Questo mistero ci terrorizza, ci costringe ad oscillare tra la ricerca di un’armonia

impossibile e l’abbandono al caos.

Ma quando ci accorgiamo del divario che c’è tra noi e il mondo,

tra noi e Dio, allora scopriamo che possiamo ancora provare stupore,

che possiamo gettare uno sguardo attorno a noi

come se fossimo davvero capaci di vedere

per la prima volta.

(dal film “Il rosso e il blu”)

ETERNO SORRISO

Giorno cavo sempre in bilico

sotto nuvole di sassi e miele

Lungo argini di cielo

cerco atomi di luce smarrita

in attesa come lacrima

alla soglia del pianto

Declamando decomposte preghiere

un urlo nelle ossa sale

a liberare il peccato che l’anima seziona

Quando siederò sulle sponde della notte

calde ali sosteranno sul mio petto

e il mio sguardo senza peso

si nasconderà sotto la carezza

di un eterno sorriso

(ETERNO SORRISO poesia di Vito Troiani)