Pip: Benvenuti a ZIGZAGANDO, dove ogni puntata è una piccola deviazione dal percorso previsto — e questa volta la deviazione ci porta sotto la pelle, letteralmente.
Mara: vitotroiani ci lascia una poesia breve e densa, “radiografia minerale”, che esplora il confine tra corpo umano e materia inorganica. È il territorio di questa puntata. Partiamo subito.
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Radiografia minerale: il corpo come pietra
Pip: La domanda che apre questo segmento è antica ma raramente posta così: cosa rimane di noi quando si toglie tutto il morbido? La poesia “radiografia minerale” sembra rispondere che rimane qualcosa di geologico, non di biologico.
Mara: Il testo porta il lettore direttamente dentro questa visione: ” il corpo restituito come struttura, come deposito, come strato sedimentario.
Pip: Quello che questo significa in pratica è che la radiografia non è solo uno strumento medico, ma diventa una metafora epistemologica: vediamo attraverso la carne e troviamo non un’anima, ma un minerale. Il soggetto umano si scopre fatto di tempo geologico, non di tempo biografico.
Mara: È una posizione poetica precisa. Il titolo stesso unisce due campi semantici normalmente distanti — la diagnostica clinica e la mineralogia — e li fa convergere su un’unica immagine del corpo come archivio inorganico. La scelta di “radiografia” implica trasparenza forzata, uno sguardo che attraversa senza chiedere permesso.
Pip: C’è qualcosa di stranamente confortante nell’idea di essere minerale. Le pietre non invecchiano nel modo in cui invecchiamo noi — accumulano, stratificano, resistono. È quasi un’offerta di immortalità per via geologica.
Mara: La brevità del testo fa parte del progetto. Una poesia che parla di essenzialità non può permettersi il lusso della prolissità — la forma mima il contenuto, ridotto all’osso, appunto. Quello che rimane sulla pagina è già una specie di reperto.
Pip: Un reperto che però respira ancora — o almeno così sembra, finché non ci pensi troppo.
Mara: Ed è forse proprio lì che risiede la tensione centrale: tra la vita che si percepisce e la materia inerte che la sostiene. “Radiografia minerale” non risolve quella tensione, la abita.
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Pip: Corpo come pietra, pietra come archivio. ZIGZAGANDO continua a zigzagare tra le domande che non hanno una risposta dritta.
Mara: La prossima puntata porterà altri testi, altri deragliamenti. Nel frattempo, il minerale resta lì — paziente.
