Pensiamo alla musica come a qualcosa che semplicemente ascoltiamo per emozionarci. In realtà essa rappresenta il tessuto connettivo della nostra esistenza e l’elemento in cui assoluto e particolare s’incontrano in un’unica armonia. In essa convergono tre dimensioni fondamentali: la cosmogenesi, il linguaggio universale e l’aspetto erotico.
Max Planck (il padre della meccanica quantistica) ci dice che l’intero universo è unicamente energia vibrante che poi si configurerà come materia. Tutta la materia esistente ha origine dalla vibrazione di particelle sub-atomiche che costituiranno quel minuscolo sistema solare che è l’atomo. L’intero universo quindi può essere visto come una gigantesca sinfonia di frequenze in quanto frutto di suono e vibrazione. La natura stessa della realtà si rivela essere intrinsecamente “musicale”.
Dante, nel canto XIV del Paradiso, ci consegna la prova del valore universale e mistico della musica allorquando, ascoltando cantare le anime, subisce un esperienza mistica di rapimento sensoriale in cui la melodia stessa supera la sua comprensione razionale (“…una melode che mi rapiva, sanza intender l’inno”). Mai, una definizione della musica è sembrata così appropriata. Il linguaggio della musica è linguaggio universale. Essa, prima ancora che nelle corde dei musicisti, abita le nostre anime conferendone anche un carattere di spiritualità.
Per Platone il legame tra musica ed amore (eros) è indissolubile. Sono entrambi forze mediatrici che strappano l’uomo dal mondo sensibile per elevarlo verso la contemplazione della bellezza e della verità. Il comportamento erotico della musica consiste proprio nel canalizzare l’energia del desiderio (eros) verso la virtù e la bellezza intellettuale. La musica educa l’anima a desiderare ciò che è bello e ciò che è bene, mettendo in accordo elementi discordanti (come toni acuti e gravi, ritmi lenti e veloci) per creare quella consonanza che si traduce in armonia. Platone definisce la musica “una scienza degli amori di armonia e di ritmo” dove essa stessa agisce come tensione incessante spingendo elementi opposti a desiderarsi e a convergere tra loro.
In sostanza la musica è il codice del cosmo: la sua genesi ne è l’inizio, l’eros il motore, e l’uomo, nel suo canto primordiale, non ha fatto altro che sintonizzarsi sul linguaggio universale dell’esistenza.
(@@ uito.t@@)
VIBRAZIONE
All’inizio è vibrazione, che addomestica il vuoto
e materia nasce, in danza di atomi.
Desiderio di frammenti, è
colmare la distanza.
Corpo a cercare corpo, a rimbombare in una nota
solo linguaggio per tornare
onda dello stesso suono.
(@@@uito.t@@@)
