Fatto d’interstizio e anima
vibro su atomi sbandati
in acute distanze a creare
iperboli di energia e materia.
In eterno dualismo
onde e particelle trasmutano ciecamente
in corpi sottili
fluttuando in rigidi spazi di
nuda probabilità
dove magia e realtà capovolte
danno forma al vuoto che le contiene.
Oltre, il tempo reclama il suo spazio
urla e si contorce
sul ruggito di un lampo ancora caldo.
Per caso o per errore
scivolo dentro questa entropia ricurva
e senza confine
sfidando la legge di un universo beffardo
nella sola certezza che mi possiede:
di morire a me stesso per ricominciare.


vtvt
