Genuflesso sui miei frammenti
nascondo sotto l’ombra gelida
della pietra
pensieri imbalsamati.
Archi dilatati
e sagome mute inchiodate
sull’attimo eterno
in un tempo vuoto, schiacciato
senza respiro.
Chiuse nell’enigma
presenze e assenze come larve
si specchiano
dentro un cielo di malinconia
che non traluce
ma come gola m’inghiotte…
e, di moto immobile
tutto sembra finire
e nell’incubo
ricominciare.

