Genuflesso sui miei frammenti, nascondo pensieri imbalsamati.
Inchiodate sull’attimo eterno, sagome mute schiacciano il mio respiro.
Nell’enigma, presenze e assenze, come larve si specchiano
dentro un cielo che non traluce ma come gola inghiotte.
Di moto immobile tutto sembra svanire
e nell’incubo ritornare.

