Il me stesso è fuori di me

Una filosofia dell’avventura. Così recita il sottotitolo del saggio “La vita fuori di sè” del filosofo Pietro Del Soldà. Siamo soggetti ad una vero dominio dell’Io che ci rende egocentrici, ambiziosi, narcisisti e che ha poco a che fare con le nostre aspirazioni più profonde. Ci accontentiamo di vivere una vita che non ci appartiene, che non è la nostra. Citando sempre l’autore, l’avventura è la mossa di “uscire fuori di se”. Non è banalmente qualcosa che si traduca nella fuga o nella follia ma semplicemente quel balzo vitale che ci spinge fuori dalla prigione delle convenzioni. Può scaturire da un viaggio, da un incontro inaspettato, dalla lettura di un libro, dall’ascolto di una melodia o dalla visione di un quadro. Tutto può far emergere una vocazione profonda o una verità che il grigiore quotidiano non sa portare alla luce. L’avventura è una crepa nel muro della consuetudine con una sua forza rivelatrice tale da farci sentire, anche se solo per un frammento di tempo, la pienezza della nostra vita.

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