Pip: Zigzagando — il sito dove anche un accordo di chitarra diventa una questione esistenziale. Benvenuti.
Kola: Oggi con vitotroiani esploriamo un’immagine sola, densa e fisica: il peso che schiaccia, la mano che preme, e quello che succede quando la musica diventa metafora del corpo. Partiamo subito.
Barrè
Pip: Una poesia breve può portare un peso enorme. Questa si apre con un termine quasi clinico — “segno di compressione ab-estrinseco” — e poi lo ribalta in qualcosa di intimo e doloroso.
Kola: Il testo è preciso: “l’impronta di questo peso appeso all’anima che mi schiaccia come barrè sul primo capotasto.”
Pip: Quella parola, “appeso”, fa tutto il lavoro. Il peso non preme dall’alto — pende, è sospeso, è cronico. Non un colpo ma una tensione continua.
Kola: Il barrè, per chi non suona, è la tecnica in cui un dito preme tutte le corde contemporaneamente sul manico della chitarra. È uno sforzo fisico reale, e spesso il punto dove i principianti si bloccano. Usarlo come immagine del dolore interiore è preciso, non decorativo.
Pip: Esatto — e “primo capotasto” non è casuale. È il punto di massima tensione delle corde, dove la pressione richiesta è maggiore. Non un barrè qualsiasi: il più difficile.
Kola: Il titolo stesso suggerisce una notazione personale. La poesia non lo spiega, e quella reticenza fa parte del testo.
Pip: Funziona come una partitura incompleta — sai che c’è un sistema, ma non ti viene consegnato. Rimani fuori, in ascolto.
Kola: L’apertura con “sembrerebbe” è interessante: non afferma, ipotizza. Come se il soggetto stesso stesse cercando di diagnosticarsi, di trovare un nome a qualcosa che sente ma non riesce a definire del tutto.
Pip: Un referto scritto dall’interno. Il che è, a pensarci, l’unico modo onesto di farlo.
Kola: La compressione, quindi, è insieme fisica, musicale e psicologica. Tre registri sovrapposti in cinque righe.
Pip: Cinque righe, tre registri, un peso che non si nomina del tutto. Non male per un capotasto.
Kola: La prossima volta vedremo dove porta il filo — per ora, il peso è appeso lì, e aspetta.
BARRE’ (VvvTtt)
Sembrerebbe un segno di compressione ab-estrinseco
l’impronta di
questo peso appeso all’anima
che mi schiaccia
come barrè sul primo capotasto.

Barrè (VvvTtt)
