“Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t’appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e nudi, ove non più avrai gli svaghi consueti.”
Questa celebre ode è messa in epigrafe al capolavoro di Marguerite Yourcenar “Memorie di Adriano” come sintesi dello spirito malinconico dell’imperatore romano Adriano, amante delle arti e della filosofia, che, di fronte alla morte imminente, riflette sull’eternità e immortalità dell’anima.

