L’inconscio non è un luogo oscuro da temere ma il vero archivio della nostra soggettività. Come esplorato dalla pratica psicoanalitica a cui rimando (da Sigmund Freud, Carl Jung ai nostri Umberto Galimberti e Massimo Recalcati) è proprio nei contenuti rimossi, nei sogni, nei segni e sintomi che la nostra verità interiore si svela oltre la maschera dell’Io cosciente.
