In “COSI’ PARLO ZARATHUSTRA” Friedrich Nietzche ribalta come un vecchio calzino bucato quello che è il senso comune del nostro vivere quotidiano, l’eterna lotta tra bene e male, cercando di smantellarne la sua dicotomia. Non necessariamente si deve essere in sintonia con la sua visione per le posizioni estreme raggiunte tuttavia, almeno per quello che mi riguarda, ciò rende maggiormente stimolante il poter cogliere la profondità del suo pensiero. Ancor più sbalorditivo è il carattere profetico che a distanza di oltre un secolo il buon Nietzche ha dimostrato di avere. Si tratta a tutto tondo di un’opera filosofica ricca di metafore disseminate in un tessuto di grande lirismo poetico. Personalmente ho dovuto fare i conti con i miei limiti conducendo una vera e propria sfida col libro cercando di suggere qualche briciola in più ad ogni lettura (per adesso sono solo quattro….ed in effetti il sottotitolo del testo recita “Un libro per tutti e per nessuno”). Consiglio comunque di avventurarsi nella lettura o meglio “visione” poichè sembra proprio di “leggere un film” dato l’effetto sinestetico dell’opera in un’esperienza sensoriale e cognitiva unica.
